Bello come il bop ma mi fa paura

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Chick Corea suona Mozart

Tratto da: La Repubblica (16 marzo 2006)

Con scandalo dei puristi il festival di Vienna ha commissionato al jazzista un concerto in occasione delle celebrazioni. Ce ne parla l'autore.

GIACOMO PELLICCIOTTI

MILANO — Cosa c'entra Chick Corea con Mozart? Cos'ha a che spartire il divino Wolfgang Amadeus, di cui quest'anno si celebra il 250° anniversario della nascita, con il pianista italo-americano di Chelsea, Massachussetts? Molti storceranno il naso, quelli che snobbano il jazz-fusion di Corea e, soprattutto, i puristi della musica classica. Ma non hanno avuto alcun dubbio gli intraprendenti organizzatori del "Mozart Jahr Wien 2006" che hanno scelto proprio il sessantaquattrenne Armando Corea detto "Chick", scientologo di fede incrollabile, per comporre un intero concerto per pianoforte e orchestra "nello spirito di Mozart". E sarà proprio Corea a suonarlo il 1° luglio in prima assoluta all'Opera di Stato di Vienna, insieme alla Chick Corea Chamber Orchestra, che in realtà è la più quotata Bavarian Chamber Philharmonic.

Non capita tutti i giorni che una star del jazz venga preferita ai campioni della classica in un festival come quello mozartiano, tra i più qualificati e importanti dei tanti appuntamenti che celebrano i 250 anni dalla nascita del più amato musicista del pianeta. Una folta rassegna che coinvolge, oltre a Corea, direttori d'orchestra come Seiji Ozawa, Daniel Harding, Nikolaus Harnoncourt e Sir Simon Ratte, divi del belcanto come Placido Domingo o registi del calibro di Patrice Chéreau.

Chick Corea a Vienna suonerà non solo il suo inedito Piano concerto n. 2, ma anche il Concerto n. 24 KV 491 di Mozart, mettendosi in diretta competizione con i grandi pianisti classici che l'hanno preceduto.

Performance che, poi, replicherà in diverse città europee con una predilezione per l'Italia dei suoi antenati, emigrati dalla Sicilia e dalla Calabria.

Ma che Mozart sarà quello di Corea? Lo abbiamo chiesto allo stesso Chick, raggiunto a New York, durante il lungo tour con la sua band Touchstone che sta promuovendo l'album più recente "The ultimate adventure".

«Non lo so ancora, perché ora sono impegnato in un tour di due mesi negli States con questo progetto afro-ispanico che mi stimola molto. Sempre in viaggio, riesco però a trovare brandelli di tempo sull'autobus o negli alberghi per il mio concerto dedicato a Mozart. È una sfida eccitante e sono onorato di essere stato scelto dal festival di Vienna. Quando tornerò a casa, mi siederò al piano e raccoglierò tutte le idee nella partitura definitiva».

MozartQuando ha fatto la conoscenza di Mozart la prima volta?
«Ho scoperto la sua musica attraverso Friedrich Gulda, quando il famoso pianista mi chiamò nel 1983 ad Amsterdam per registrare con lui e la Concertgebouw Orchestra diretta da Harnoncourt il doppio concerto di Mozart. Mi ricordo che ero molto emozionato e studiai molto per essere pronto. Qualche mese dopo, ho suonato lo stesso concerto in Giappone con Keith Jarrett, ma il disco non è mai uscito e qualche stralcio dal vivo è visibile solo su un dvd di Keith ("The art of improvisation")».

Dopo la malattia, Jarrett ha smesso con la classica, mentre lei continua a suonare tutto, dal jazz alla classica e fusion senza problemi. Non teme di essere giudicato troppo eclettico?
«Che m'importa? Mi piace vivere e certe cose interessano solo ai critici. Se il pubblico mi segue, il resto non m'interessa».

Suo padre era un musicista che ascoltava Beethoven, Mozart e Charlie Parker con lo stesso piacere. Quanto ha influenzato la sua versatilità?
«Enormemente. Mio padre e mia madre avevano una band negli anni ‘30 e ‘40, ed io sono cresciuto con i loro amici musicisti. Tra parenti parlavano in italiano, ma con noi bambini usavano solo l'inglese. Ecco perché so solo poche parole della vostra lingua».

A 60 anni è tempo di bilanci. Lei ha suonato tra gli altri con Miles Davis, con il Return To Forever, con Gulda e Harnoncourt… Di tutti questi incontri straordinari ce n'è qualcuno che ricorda con più orgoglio?
«Ho avuto una vita magica, piena di grandi esperienze, ma è difficile sceglierne una in particolare. Preferisco dire che la cosa che mi interessa di più oggi è il tour con i miei amici spagnoli che hanno collaborato con Paco De Lucia, il ballerino di flamenco Auxi Fernandez e il mio batterista Tom Brechtlein. Suonare dal vivo la musica di "The ultimate adventure" è ogni sera esaltante. L'idea del disco l'ho presa da una fantasy-story del mio scrittore preferito L. Ron Hubbard, che s'ispirava agli antichi racconti delle "Mille e una notte". Poi, a luglio, mi aspetta l'altra emozionante avventura con Mozart e la Chamber Orchestra in Europa. Come vede, non ho tempo di annoiarmi o di perdermi tra i ricordi del passato».

Da anni lei segue i controversi principi di Scientology: che influenza hanno avuto sulla sua vita e sulla creatività?
«Se vuoi, puoi imparare molto da L. Ron Hubbard. Basta non ascoltare le falsità dei media. Sono studi molto utili sull'umanità, che aiutano ad essere migliori nella vita in modo semplice e positivo».

Qual è il segreto della longevità della musica di Mozart?
«È il segreto di tutte le musiche. L'unica verità importante è che la musica di Mozart ha creato una grande impressione sulla terra. E la gente ama quella musica che si tramanda da una generazione all'altra. Mozart a me piace e mi diverte come il be bop. Non c'è segreto e per me è lui il musicista più popolare del pianeta»

Ma non vorrà sostenere che la musica è sempre una passeggiata tra un genere e l'altro?
«E va bene, vuole che dica che tutto è difficile e che ho paura ad affrontare Mozart? Ma sì, è vero che la vita è tutta una sfida, ma è una cosa che mi piace, mi stimola, è come salire in cima a una montagna. Certo mi dovrò preparare di più, esercitarmi al piano, ma è un rischio che vale la pena di correre».

Chick Corea e la Chamber Orchestra di trenta elementi che si aggiunge al suo quartetto replicheranno lo stesso programma di Vienna il 3 luglio a Verona, il 12 a Perugia per Umbria Jazz, il 13 a San Leucio di Caserta e il 15 agli Arcimboldi di Milano.

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